lunedì 16 novembre 2009

Post Scriptum: McGuffin

Sul Blog di Nathan Never, l’amico dal nickname Idoru mi ha chiesto l’origine del termine McGuffin. Dato che credo che ad alcuni possa interessare, posto anche qui la risposta a compendio di quanto già scritto qualche giorno fa.

“Il libro intervista di cui abbiamo parlato è del 1966, ma il termine pare risalga a una venticinquina di anni prima, quando un insegnate londinese, tale Walter Treisman, era solito raccontare ai suoi studenti una barzelletta ambientata su un treno, relativa al maguffin che egli stava trasportando, in un cesto, a suo zio, il quale ne aveva bisogno per gli elefanti che teneva in giardino.

Ovviamente però, quando si cerca di risalire alle origini di cose poco documentate come questa, più si va indietro nel tempo, più è difficile trovare prove certe, perciò prendiamo tutto con beneficio di inventario.
L’unica cosa sicura è che fu Hitchcock a codificare questo elemento a livello cinematografico.”

venerdì 13 novembre 2009















Su Milanoweb tra la musica raffinata e appassionata di Fauré e Bizet e Wag Milano Street Ware, trovate una piacevole (almeno per me) intervista al sottoscritto.
Curiosi? Clikkate qui!

giovedì 12 novembre 2009

Sarchiapone!

Cos’è il McGuffin?

Il termine, coniato da Alfred Hitchcock e riportato nello splendido libro Il Cinema Secondo Hitchcock di François Truffaut, ai più non dirà molto ma... sicuramente vi sarà passato sotto il naso in qualche storia, senza che ve ne siate resi conto.


Un esempio:

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Cosa c’è in quella valigetta?
Di speculazioni ne sono state fatte molte: dalla banalissima droga, ai diamanti frutto della rapina ne Le Iene, alla pistola dorata di Johnny Oro (spaghetti western tanto amato da Quentin Tarantino), passando per un vestito di Elvis Presley, fino ad arrivare all’anima del boss mafioso Marsellus Wallace...

In realtà però, la risposta è semplice quanto curiosa: Ecchissenefrega!

Il contenuto della valigetta non è utile allo svolgersi degli eventi, il suo contenitore sì. Ci serve solo sapere che quella valigetta è importante, non quello che contiene! Svelare poi il contenuto del McGuffin è eventuale scelta dell'autore ma... attenzione a non deludere i vostri spettaori/lettori disattendendo le aspettative che avrete creato!


Cosa cambierebbe nella storia se sapessimo che la valigetta contiene davvero panni sporchi di Wallace, oppure un virus in grado di distruggere il mondo? Assolutamente nulla. Ci interessa, ci appassiona e ci coinvolge ciò che fanno i protagonisti per impossessarsene, il resto è secondario.

Se, al contrario, l’oggetto in causa ha delle ripercussioni dirette sugli eventi e sui personaggi, allora non è un McGuffin ma un vero e proprio elemento narrativo; come ad esempio l’Anello Tolkeniano, il cui utilizzo rende invisibile chi lo indossa ma causa anche dipendenza.


Insomma, Hitchcock la sapeva davvero lunga? Assolutamente sì, ma anche se a lui va il merito di aver definito precisamente questo espediente narrativo, non è certo una sua invenzione di esclusivo utilizzo.

Un esempio tutto italiano? Il nostro Walter Chiari e la sua gag sul Sarchiapone! Eccola qui:



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