giovedì 12 novembre 2009

Sarchiapone!

Cos’è il McGuffin?

Il termine, coniato da Alfred Hitchcock e riportato nello splendido libro Il Cinema Secondo Hitchcock di François Truffaut, ai più non dirà molto ma... sicuramente vi sarà passato sotto il naso in qualche storia, senza che ve ne siate resi conto.


Un esempio:

Cosa c’è in quella valigetta?
Di speculazioni ne sono state fatte molte: dalla banalissima droga, ai diamanti frutto della rapina ne Le Iene, alla pistola dorata di Johnny Oro (spaghetti western tanto amato da Quentin Tarantino), passando per un vestito di Elvis Presley, fino ad arrivare all’anima del boss mafioso Marsellus Wallace...

In realtà però, la risposta è semplice quanto curiosa: Ecchissenefrega!

Il contenuto della valigetta non è utile allo svolgersi degli eventi, il suo contenitore sì. Ci serve solo sapere che quella valigetta è importante, non quello che contiene! Svelare poi il contenuto del McGuffin è eventuale scelta dell'autore ma... attenzione a non deludere i vostri spettaori/lettori disattendendo le aspettative che avrete creato!


Cosa cambierebbe nella storia se sapessimo che la valigetta contiene davvero panni sporchi di Wallace, oppure un virus in grado di distruggere il mondo? Assolutamente nulla. Ci interessa, ci appassiona e ci coinvolge ciò che fanno i protagonisti per impossessarsene, il resto è secondario.

Se, al contrario, l’oggetto in causa ha delle ripercussioni dirette sugli eventi e sui personaggi, allora non è un McGuffin ma un vero e proprio elemento narrativo; come ad esempio l’Anello Tolkeniano, il cui utilizzo rende invisibile chi lo indossa ma causa anche dipendenza.


Insomma, Hitchcock la sapeva davvero lunga? Assolutamente sì, ma anche se a lui va il merito di aver definito precisamente questo espediente narrativo, non è certo una sua invenzione di esclusivo utilizzo.

Un esempio tutto italiano? Il nostro Walter Chiari e la sua gag sul Sarchiapone! Eccola qui:



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