martedì 21 settembre 2010

E poi cosa ci vuoi insieme? Una bella fettina di culo?!


Sarà l'influenza, sarà che con 36,9 gradi di febbre divento lagnoso e intrattabile, ma leggendo in giro per la rete i commenti alle mie storie, è saltato fuori un argomento che mi ha un po' indispettito... e cioè il costo degli albi.

Due euro e settanta per un "giornaletto" a molti sembrano molti, anzi troppi!

Da una parte mi irrito, dall'altra però capisco...
Sin da ragazzino, nel cercare di capire come si fa questo mestiere, mi ero reso conto di quanto lavoro ci fosse a monte per realizzare una storia che il 95% dei lettori leggono a pezzi, in mezz’oretta, sul treno o al gabinetto!

Insomma, un anno e mezzo di lavoro solo per gli autori (sceneggiatore e disegnatore), e a ciò si deve aggiungere tutti i lavoranti a corollario: dai letteristi ai fotolitisti, dai curatori ai tipografi, edicolanti ecc... e tutti ci devono guadagnare la pagnotta!

Duemila Lire?... ma come cacchio è possibile?! Era una cifra ridicola!

In proporzione meno di un gelato confezionato in fabbrica!

Poi me ne sono fatto una ragione “da grande” guardando mio nipote acquistare i libri obbligatori per le vacanze scolastiche.

Ne prendeva due a caso dalla lista e... li soppesava tenendone uno in ciascuna mano!

Il peso!... la carta!... era quella la discriminante!... non stava comprando un libro, comprava della carta, che più pesava più “era impegnativa”!

La gente compra la carta, non il suo contenuto!... L’opera? Quella è gratis, lo è sempre stata!

Al cinema si paga per usare la poltrona, per lo schermo grande e per l’impianto sonoro fico... non per il valore di ciò che viene proiettato sullo schermo!... Perché quello, lo si può scaricare gratis da internet!

Un esempio concreto? Nathan Never viene scansionato e messo in rete illegalmente, ogni albo ha circa 400 download!... e non ditemi che è il pendolare che lo legge sul treno; si tratta di appassionati di fumetti, ci metto le chiappe sul fuoco!

Insomma, la maestria (nel senso della capacità di saper fare), è gratuita! Perciò, se sai disegnare, fammi uno schizzo, se sai scrivere, scrivimi qualche bella frase per il biglietto di auguri... lo sai fare? E allora fallo gratis! Perché non produci nulla di concreto, non fai una sedia, non costruisci un muro, fai qualcosa di effimero che, perciò, non ha valore!

Ciò non si può applicare a lavori che non siano cretaivi. Ovviamente a nessuno verrebbe in mente di andare in macelleria, e provare e pretendere un etto di prosciutto al prezzo della carta che lo contiene! Il solo pensarlo è una follia... ma per l'opera cretiva è tutto un altro paio di maniche!

Però... però da chi è culturalmente attivo, appassionato ed interessato, mi aspetto un tipo di approccio differente; posso capire il “costa troppo per la mia paghetta” ma per chi la paghetta da mamma e papà non la prende più, tre euro al mese o cinque euro una volta l’anno, valgono la polemica?

Quanto ho scritto non lo dico per vendere una sola copia in più, sia chiaro!... Ma vorrei solo che "chi pensa che i giornaletti costano tanto" ragionasse su quanto lavoro c’è dietro ad un albo che cosa soltanto tre o cinque euro... insomma, non pre-giudicateci “a peso”.

7 commenti:

Alessandro Oresti ha detto...

ciao mirko!...pur conoscendoti tramite FB, non mi ero mai accorto che tu avessi anche un blog!...
(a proposito, io sono l'alessandro ex pippo che tanta materia ha smosso sul NNF)

secondo me è davvero una questione solo di passione...chi si lamenta del prezzo di un albo, lo fa perchè non è un appassionato, non c'è altra spiegazione!
perchè per chi i fumetti li ama, è cresciuto leggendoli, il problema non potrà mai essere una questione di prezzo, nè di carta....avrà piacere soprattutto nel possederli, e nel poterli rileggere ogni volta che vuole, sapendo che quelli sono veri e propri pezzi della sua storia...

nè il problema si pone se si tratta di un acquisto occasionale: se non sei interessato a seguire i prodotti seriali, ma ti va di acquistare un solo fumetto all'albo, di quelli che vendono alla mondadori a 15-20 euro, tipo i volumi monografici su corto maltese, allora qual è il problema?...tanto fai solo quella spesa, una volta l'anno...

cmq io seguo varie serie mensili, e voglio dire che se ho pensato di mollarne una (ed è successo) non è mai stato per una questione di prezzo, ma solo perchè non mi riconoscevo più in quel personaggio, e l'ho abbandonato...ma la spesa resta cmq, perchè mi piace sperimentare, quindi se un fumetto lo mollo, poi ne provo altri con cui sostituirlo...

Rainulfo ha detto...

Caro Pippo... ehm, Alessandro! ;)
Sì, il vero appassionato strong resiste ma, passione o non pasisone, c'è un condizionamento culturale di fondo duro a morire. Da decenni ci urlano in faccia che il fumetto non ha valore, e ciò si riflette sulle scelte di molti. Oggi poi, con un ragzzino su dieci che legge (non fumetti, ma in generale) credo che "il peso della carta" sia davvero l'ago della bilancia per le scelte librarie dei più. :(

P. Alexis ha detto...

Un tale disse su un sito internet che film, fumetti, libri, sono cultura e devono andare a tutti gratis. Questa è la mentalità...
Poi c'é da dire che da sempre le madri scoraggiano i figli all'acquisto dei fumetti, ritenendoli inutili. Ovviamente però spendere 5 euro in un bar è perfettamente lecito, anzi è quasi un rito mattutino. Peccato che di quei 5 euro rimangano solo briciole... Io è questo che dico a quelli che -sempre di più- mi dicono di buttare via i soldi comprando i fumetti. Gli albi rimangono e acquistano valore collezionistico. In realtà io non sono più collezionista, ma questo è l'unico modo per rintuzzare gli attacchi dei conoscenti. Ed è triste pensare che invece i lettori bonelliani siano in gran parte collezionisti, che comprano e inbustano. Alla fine quasi nessuno legge l'albo. E' triste, lo so...

P. Alexis ha detto...

Scusa... volevo dire "imbustano" (davanti alla p e alla b ci vuole sempre la m di mela)

comativa ha detto...

ma scusa mi fai sapere come li scarico gratis?????
scherzo..abbasso la pirateria

Rainulfo ha detto...

@Alexis, al tizio che dice che la cultura andrebbe data gratis, rispondi che sei contrario al sesso a pagamento... poi vediamo se ti presta la moglie!

@Comativa: la pirateria non la si combatte, è nata in seguito alle speculazioni delle case produttrici di CD e DVD... prova a comprare oggi il DVD originale di Bambi... quanto lo fa pagare la Disney nonostante sia un film del 1942?!
Mentre sfondarsi gli occhi per leggere su un monitor, per risparmiare la miseria di euro 2,70 mi pare assurdo, perciò lo ritengo un discorso diverso.
Ma, se sei curioso, credo si trovino facilmnete su emule! ;)

Anonimo ha detto...

Capisco lo sfogo.. ed è vero che la gente paga la poltrona e lo schermo al cinema, ma paga perchè si aspetta di vedere qualcosa di interessante..
Secondo te il contenuto è gratis? è vero, può essere gratis, ma stai pur certo che se non è un contenuto di valore col cavolo che la gente ci ricasca una seconda volta..
Noi esseri umani possiamo essere delle persone altamente limitate molte volte, ma come scrisse un grandissimo Enzo Biagi diversi anni fà commentando il terzo film della trilogia del dollaro del signor Leone, la gente la puoi fregare una volta ma se alla terza il tuo lavoro riscuote ancora cosi tanto successo allora vuol dire che quei sette euro spesi per la poltrona sono stati spesi bene..

Quindi chi si lamenta probabilmente non ha apprezzato veramente il lavoro, o forse parla tanto per parlare...
Io ho letto diverse suo opere signor Perniola, e le posso assicurare che quei soldi gli ho spesi veramente molto volentieri!
Anzi, forse è troppo poco!

Tanto di cappello a lei
Buon Lavoro
D.G